Ti porterò in posti meravigliosi

Questa opera è un affascinante dialogo contemporaneo con il passato, una reinterpretazione lirica che prende le mosse dalla celebre xilografia di Katsushika Hokusai, La grande onda presso Kanagawa.


Ecco un'analisi critica focalizzata sul confronto tra le due opere:


1. Dalla Potenza Distruttiva alla Leggerezza Onirica

Mentre l'originale di Hokusai trasmette un senso di imminente pericolo e la schiacciante potenza della natura sull'uomo (rappresentato dai pescatori impotenti sulle barche), questa versione trasforma il dramma in sogno.


• Sostituzione del soggetto: Al posto delle fragili imbarcazioni, troviamo delle farfalle. Questo sposta il baricentro emotivo dall'angoscia esistenziale alla libertà spirituale. La farfalla, simbolo di metamorfosi, suggerisce che l'onda non sia un ostacolo, ma un elemento di un paesaggio interiore vibrante.


2. Tecnica e Colore: Il Contrasto tra Oriente e Occidente

• Il Tratto: Hokusai utilizzava la precisione netta della xilografia (stampa su legno). Qui, l'uso dell'acquerello introduce una fluidità organica. Le "creste di spuma" che in Hokusai sembrano artigli pronti a ghermire, qui diventano macchie di colore soffuse che si fondono con il cielo.


• La Palette: L'opera originale gioca sul contrasto tra il Blu di Prussia e il fondo neutro della carta. In questo dipinto, il contrasto è più caldo e vibrante: il blu profondo del mare si scontra con un cielo giallo oro, creando un'atmosfera quasi crepuscolare o mistica che ricorda i fondali dorati della pittura bizantina o dei paraventi giapponesi del periodo Edo.


3. Il Monte Fuji: Da Protagonista a Frammento

In Hokusai, il Monte Fuji è il punto fermo, l'immobilità eterna che osserva il caos.


• In questa immagine, il Fuji è rimpicciolito, quasi incastonato nel cuore dell'onda stessa. Sembra meno una montagna imponente e più un dettaglio di un mosaico emotivo.


• La presenza della luna (o di un sole pallido) in alto a destra aggiunge un ulteriore elemento cosmico che nell'originale mancava, enfatizzando la natura ciclica del tempo.


Conclusione

L'autore di questo pezzo non si limita a copiare Hokusai, ma lo "traduce" in un linguaggio moderno e illustrativo. Se l'onda di Hokusai è un memento mori (ricordati che devi morire/la natura è sovrana), questa opera è un invito alla trascendenza: la capacità dell'anima (la farfalla) di fluttuare sopra le tempeste della vita, non ignorandole, ma diventando parte della loro bellezza cromatica.


Curiosità: Hai notato come il movimento delle ali delle farfalle richiami la forma stessa delle onde? È un eccellente esempio di armonia formale.


"Monna Lisa è più famosa ha un sorriso riguardoso. Ma Luisa è un altra cosa, ride in modo contagioso."

Storia di un quadro e della sua nuova vita

Scopri

Il sogno - storia di un quadro


La mia vocazione è quella di provare a dare emozioni. Condividere una passione e trovare nuovi stimoli. Con questo mio esperimento ho provato a descrivere in breve la progettazione e la realizzazione di un quadro. 


Il Sogno

Di segni e di parole

Una storia fatta di segni, di parole e di amicizia

Paolo ha fatto un bel disegno che mi piace per l'ingegno, e io passeggio per la via con intesta una poesia".

Storia di un'idea fatta di segni e di parole

 Tutto cominciò per gioco come spesso accade per le belle cose. A gennaio 2015 ricevetti una mail da Marco, un mio caro collega, che come oggetto recava : "La vecchiaia è questa qua.". A seguire cinque quartine che ispirandosi ad un mio disegno, descrivevano con efficace sensibilità questa fase della vita: la vecchiaia.

La lessi tutta d'un fiato e dopo la rilessi ancora. Mi diede una sensazione gradevole, colpì la mia immaginazione e il mio interesse,. Risposi immediatamente a Marco, scrivendogli che era bellissima e forse, non troppo carinamente, gli chiesi, se l'avesse scritta lui tanto mi aveva colpito. Era farina del suo sacco ! 

Cominciò quindi la nostra collaborazione, arrivata a produrre più di settanta "coppie" (disegno e poesia) e ci ha consentito di crare qualcosa di unico la raccolta "di segni e di parole".

Una mostra , un prodotto editoriale

Il progetto artistico “Di segni e di parole” è composto da 60 disegni originali di Paolo Bucello ognuno corredato da una sua esatta e specifica poesia di Marco Cerullo.  
E’ così che i disegni diventano qualcosa di molto familiare, riconoscibili fin dal primo versetto, quasi che poesia e disegno fossero le note di una stessa canzone.

La conoscenza insieme alla fantasia

Tutti i personaggi non di fantasia sono corredati da un approfondimento relativo alla loro vita ed a quello che li ha resi famosi. Questo perché l’ iniziativa oltre ad essere un evento artistico, vuole rappresentare un momento di “memoria”, “conoscenza”, “approfondimento” di storie e persone che ormai rischiano di essere perse. 
Riattivare la curiosità del conoscere anche alle nuove generazioni stimolandole con l’arte visiva, la prosa ed una parte didattica.
Durante questo percorso, tutte le poesie sono state registrate in studio da un doppiatore professionista in previsione di far diventare “di segni e di parole” un progetto che vuole coinvolgere diversi sensi.